SERRATORE A 360°: “GIOIE, DELUSIONI, AMBIZIONI”

Nome: Marcello. Cognome: Serratore. Professione: Direttore Tecnico Feldi Eboli. Il suo nome nel mondo del futsal nella Penisola non passa di certo inosservato. Tanti anni nel calcio a 5 ed esperienza da vendere, alla 26esima estate di un cammino iniziato nel 1992 da futsalero,  proseguito fino al conseguimento del master di Allenatore di Primo livello nel 2004 a Coverciano, insieme ai mostri sacri della Disciplina come Colini, Ronconi, Maurizi, Nuccorini. Un cielo costellato di tanti successi, su tutti l’aver primeggiato in quattro campionati. La voglia di confrontarsi sfocia nella figura di direttore tecnico, che conduce con passione e dedizione, in giro per i parquet d’Italia confrontandosi sulle varie dinamiche intorno alla squadra.

UN RUOLO CHE MI PIACE – “Quando allenavo ho sempre chiesto una figura come quella del direttore tecnico. Spesso l’ho ritrovata in Ronconi, con cui per ironia della sorte abbiamo invertito i ruoli la scorsa stagione alla Feldi Eboli. Massimo mi volle allo StabiAmalfi come secondo, dove arrivammo in finale scudetto e finale coppa Italia, poi insieme a Potenza dove lui era direttore generale ed io direttore tecnico, ritrovandoci appunto ad Eboli. Credo che l’allenatore abbia bisogno di confronto e stimolo, ciò può farlo solo con qualcuno che parla la stessa lingua, cioè sul piano prettamente tecnico. Questo ruolo mi piace sempre più, non sono esente da errori, ma è sbagliando che si raggiunge qualcosa di buono”.

AMORE A PRIMA VISTA – “Impossibile dimenticare il primo incontro col presidente Di Domenico, 3 anni or sono, la Feldi Eboli aveva chiuso la stagione di Serie B non al meglio, c’era voglia di essere protagonisti, così costruimmo un roster per tentare il salto di categoria, intanto arrivó il ripescaggio in A2. Un rapporto tra noi cresciuto mese dopo mese, gara dopo gara, tra giornate indelebili e momenti di scoramento, abbiamo attraversato di tutto”.

STEP DECISIVO – “Il momento clou della mia storia qui ad Eboli arriva quando Ronconi siede sulla panchina rossoblù, la cavalcata playoff e la conquista della serie A1 la grande svolta. Lo scorso anno siamo stati secondo molti addetti ai lavori tra le sorprese della categoria: 9o posto finale a pochi punti dai playoff. Salvezza meritata? Nessuno ci ha regalato nulla, ancor meno la dea bendata tra squalifiche, infortuni e addii. Non ci siamo mai disuniti, il presidente Gaeatano Di Domenico vero pilastro del progetto, ci ha indirizzato sempre in positivo e ci ha sostenuto ogni gara”.

MERCATO, CHE FATICA – “Ogni trattativa ha in sé criticità e premi. Devo confessare che inizialmente era dura proporre il progetto Feldi Eboli: una realtà nuova delocalizzata e tutta da scoprire. Come sempre il tempo è galantuomo, l’ottimo lavoro dentro e fuori dal campo ha portato sempre più in alto il prestigio di questa società, oggi indicata da molti come punto di riferimento. Se prima era difficile convincere nuovi atleti, devo dire che in questa sessione di mercato ho avuto meno difficoltà a spiegare chi siamo. Serietà e organizzazione la base di una vera e propria famiglia, al cui vertice siede Gaetano Di Domenico che, come ogni buon padre, richiede diritti e doveri a tutti i tesserati. Niente voli pindarici, qui si rispetta una tabella di marcia seria, lo dimostrano i ragazzi che hanno lasciato i nostri colori e ancora oggi esser stati parte della famiglia rossoblù è per loro motivo di d’orgoglio. Trattative più difficili? Ogni sessione se ne affrontano di nuove, tra le ultime è per noi un vanto vedere un nazionale argentino come Arrieta, un atleta scudettato come Bocao, oppure nazionali come Romano e talenti come Andrè aver scelto le nostre proposte. Ma non solo loro, ogni nome é per noi una pedina fondamentale”.

È SEMPRE ARRIVEDERCI – “Non sono retorico né diplomatico, ma ogni addio lascia in me un segno, chi per un motivo o per un altro. Tra i tanti direi Mario Imparato, atleta e persona eccezionale, un ragazzo d’oro nei confronti di tutti, col quale ho un rapporto eccezionale. Anche Pedro Toro, un mio figlioccio sportivo, così come Bico il cui addio mi ha segnato, preso in una notte e schierato all’esordio nel derby col Napoli. Insomma, quando si instaura un rapporto che va oltre il campo è sempre un arrivederci”.

GIOVANI LEVE – “È facile però lavorare sui campioni, la sfida affascinante è scoprirne di nuovi. Sono felice del giovane gruppo ebolitano, intanto si lavora alacremente per sviluppare i talenti della nostra cantera: Giordano, Nigro e Caponigro i testimoni più vividi. Insieme ai tecnici del Settore Giovanile stiamo sondando tanti ragazzi del territorio e oltre, sono sicuro che tra loro avremo i futuri esordi in serie A”.

UN POSTO PIÙ IN ALTO… – “Alla seconda stagione di Serie A, la società sta strutturandosi per fare ancora meglio. Vogliamo giocarcela alla pari con tutti, sin dalla prima gara, senza fissare obiettivi consci di dover dare sempre tutto. Piero Basile è un tecnico giovane ma già esperto, coadiuvato da uno staff puntellato con Harrison Muzzy e Alberto Mancini, senza dimenticare il team manager Francesco Fusella, direi che ci sono le prospettive per divertirci. La società ha fatto un vero e proprio salto di qualità, investendo su uno staff di primo livello”.

SORPRESE? CHISSÀ… – “Un mercato che ha soddisfatto le necessità di entrambe le parti, società e tecnico. Al momento abbiamo scelte valide in ogni ruolo, con buon equilibrio di italiani e stranieri. Intanto restiamo vigili e in ascolto, c’è una possibilità importante, se riusciremo a coglierla avremo ancor più qualità. Intanto il roster è già di alta qualità “.

ufficio stampa Feldi Eboli

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